Dopo 41 anni, l’opera “Il giorno dopo” Realizzata da Angelo Aligia nel 1985 in ricordo dei 40 anni dai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, quest’opera conserva, ancora oggi, tutta la forza del suo messaggio.
Un corpo proteso verso l’alto, attraversato dalla materia e dalla lacerazione, diventa simbolo della sofferenza dei popoli travolti dalle atrocità della guerra, ma anche un monito rivolto alle generazioni future.
A distanza di decenni, in un tempo ancora segnato da guerre e conflitti, il suo significato appare drammaticamente attuale. È anche per questo che restaurare un’opera significa molto più che recuperarne la materia e l’immagine: significa preservarne la memoria e permettere al suo messaggio di continuare a vivere.
Il restauro, realizzato dallo stesso Angelo Aligia, restituisce oggi alla città un’importante testimonianza della propria storia artistica e culturale, rispettandone il linguaggio, la materia e l’intenzione originaria.
Restaurare significa custodire.
Custodire significa ricordare.
E ricordare significa non rimanere indifferenti.
Un’opera nata dalla memoria di Hiroshima e Nagasaki che, quarant’anni dopo la sua realizzazione, continua a ricordarci il valore della pace.
Un corpo proteso verso l’alto, attraversato dalla materia e dalla lacerazione, diventa simbolo della sofferenza dei popoli travolti dalle atrocità della guerra, ma anche un monito rivolto alle generazioni future.
A distanza di decenni, in un tempo ancora segnato da guerre e conflitti, il suo significato appare drammaticamente attuale. È anche per questo che restaurare un’opera significa molto più che recuperarne la materia e l’immagine: significa preservarne la memoria e permettere al suo messaggio di continuare a vivere.
Il restauro, realizzato dallo stesso Angelo Aligia, restituisce oggi alla città un’importante testimonianza della propria storia artistica e culturale, rispettandone il linguaggio, la materia e l’intenzione originaria.
Restaurare significa custodire.
Custodire significa ricordare.
E ricordare significa non rimanere indifferenti.
Un’opera nata dalla memoria di Hiroshima e Nagasaki che, quarant’anni dopo la sua realizzazione, continua a ricordarci il valore della pace.

